Oltre a leggere per diletto e per conoscenza alcuni romanzi della letteratura classica italiana,inglese,francese,russa,negli ultimi tempi e’ nato in me l’interesse per le vicende piu’ scure e torbide della nostra societa’.Perche’ non leggere qualche romanzetto italiano,di quel genere che un tempo chiamato “giallo”,viene etichettato oggi in tanti altri modi? E’ stata una scelta che mi ha permesso di conoscere comportamenti,stravaganze,pulsioni,istinti atavici,di un popolo che finalmente dopo essere stato diviso in tante piccole fazioni regionali,comincia,almeno fin dove si puo’, ad amalgamarsi e a formare individui piu’ cittadini del mondo che della propria regione.Molti guardano il mondo in una prospettiva cittadina,molti in una regionale,chi in una nazionale,europea, mondiale,chi in una rionale-internazionale,insomma un po’ di tutto.Ed e’ anche questo che porta a mio parere a creare quelle incongruenze che sono materia di spunto per chi scrive questa narrativa variegata e multiforme erede dei libri dalla copertina gialla.

Chi sono alcuni degli autori,di cui ho letto qualche opera,tra questi generi poco saggistici? Mi rispondo: Carlo Lucarelli,Eraldo Baldini,Piero Colaprico,Sandrone Dazieri,Loriano Macchiavelli,Massimo Carlotto.Mi manca Giorgio Scerbanenco,colui che ha tracciato il sentiero di terra battuta,sul quale poi hanno camminato le generazioni dei “piu’ giovani”.E dicono che sia ancora emozionante percorrere quella via.Giuro che non l’ho mai letto Scerbanenco…ma ne parlano tutti…a decenni dalla scomparsa.